EUGENIO FINARDI, artista versatile e poliedrico, considerato un guru nel panorama cantautorale italiano, dopo anni di sperimentazioni ed esplorazioni artistiche, festeggia sui palchi di tutta Italia, partendo dal Blue Note, i 40 anni di Musica Ribelle.
Energico interprete e finissimo intrattenitore, Eugenio Finardi è considerato un outsider per il suo atteggiamento indipendente, conservato nonostante l’immensa popolarità raggiunta in più di 40 anni di attività musicale: la sua natura sperimentatrice e non riconducibile a una “scena” gli è valsa di recente la definizione di “primo vero indie”.
I “40 anni di Musica Ribelle” non è la semplice celebrazione di una canzone ma anche di un atteggiamento, un modo di vivere la musica che nel 1977 toccò quello che alcuni considerano il suo apice con la pubblicazione di “Diesel”, l’album gemello di “Sugo”, che fotografava con ancor più lucidità e maturità le tensioni di quell’anno segnato dall’estremizzazione di ogni fenomeno sociale, dalla contestazione degli Autonomi alla nascita del Punk, dalla comparsa delle P38 in mano a ragazzini, alla massiccia distribuzione di eroina a poco prezzo.
«Fu allora che, per me, – spiega EUGENIO FINARDI – iniziarono veramente gli “anni di piombo”. “Diesel” rifletteva questi eventi, grazie a canzoni come “Scuola”, “Giai Phong” (ispirata da un famoso libro di Tiziano Terzani) e la durissima “Scimmia” che affrontava il tema della droga pesante in maniera sconvolgente, cruda e realistica. Anche il sound era più tagliente e incisivo, influenzato dalle matrici jazz degli Area, che con Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi e Paolo Tofani misero la loro impronta su quasi tutti i brani, molti dei quali entreranno in scaletta da Marzo con le due date al Blue Note di Milano».
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